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Le Amazzoni

Le vergini guerriere.

Le Amazzoni, secondo una delle molte versione del mito, sarebbero nate dall’unione di una tribù di donne di razza elfica degli Aryal (Elfi delle Praterie) con dei maschi umani delle tribù dei Cimmeri.

E’ ancora piuttosto controversa la questione se le Amazzoni siano delle discendenti di questa originaria tribù di Iverdon, oppure se siano delle femmine del popolo dei Cimmeri, che si erano date un’organizzazione matriarcale simile a quella delle donne guerriere degli Elfi Maledetti (Sharmath).

Narra la leggenda che all’epoca delle grandi migrazioni, molti secoli prima della Guerra delle Nere Legioni, due principi degli Aryal (Elfi delle Praterie) fondarono una colonia e costruirono una città, Temiscira, alla foce del fiume Termodhon, che confluisce da nord nel grande lago chiamato Mare Maeotis .

I due principi dovettero iniziare subito a difendersi dagli attacchi di forti gruppi di guerrieri Barbari, tra i quali vi erano anche numerosi Cimmeri, che a quell’epoca avevano esteso il loro dominio su tutta quella regione della steppa che oggi fa parte del grande Impero dei Variagh, la Rutenia. Le orde dei Barbari assalirono ripetutamente la città col proposito di raderla al suolo.

Per molto tempo i due principi riuscirono a contrastare gli attacchi dei nemici, ed anzi iniziarono delle operazioni di controffensiva, che inizialmente ebbero successo. Un brutto giorno, però, essi caddero in una imboscata e perirono entrambi, con tutti i guerrieri della città, in quanto erano usciti con la maggior parte dei guerrieri maschi, lasciando a Temiscira solo una piccola guarnigione.

Le donne rimaste nella città si trovarono costrette ad armarsi per difendersi, non essendoci rimasti che pochissimi uomini in grado di prendere le armi. Essendo costume di quel popolo che alle fanciulle, prima di sposarsi, venisse praticato il medesimo addestramento militare dei maschi, esse furono in grado di respingere gli attacchi dei Cimmeri e degli altri Barbari, e rifiutarono orgogliosamente le assillanti offerte di matrimonio che iniziarono a ricevere dai nemici.

A poco a poco, l’avere quelle donne accentrato nelle loro mani il potere nella città, che invece prima dovevano spartire con i rispettivi mariti ed in subordine ai padri, provocò in esse una vera e propria rivoluzione culturale. Le vedove e le figlie dei guerrieri si diedero una struttura di governo, eleggendo una Regina: venne scelta la più anziana delle mogli dei defunti Principi. I pochi uomini rimasti nella città vennero relegati al rango di servi; i più riottosi vennero subito eliminati.

Ad accrescere il potere di quelle donne vi era anche il fatto che già in precedenza esse avevano gestito gli aspetti religiosi della loro cultura, compresa la magia che veniva usata anche in battaglia. Le streghe-sacerdotesse costituivano, all’interno della cultura di quel popolo, una casta potente e riverita, alla quale neppure i principi ed i guerrieri più forti osavano opporsi.

L’esercito delle Amazzoni rimase strutturato sulla base di quello precedente dei maschi elfi, formato prevalentemente da cavalleria e arcieri a cavallo. Al pari dei maschi elfi, esse erano abilissime cavallerizze, altrettanto brave con l’arco. Nei combattimenti ravvicinati, esse preferiscono usare la lunga ascia da guerra, sebbene usino anche le spade e le lance, come un tempo avevano imparato a fare dai loro padri e mariti.

Dai loro acerrimi nemici Cimmeri, invece, le Amazzoni impararono ad addomesticare le tigri, che usavano come cavalcature da battaglia o per trainare i carri da guerra leggeri. Si ritiene che in seguito all’uso delle tigri da parte delle Amazzoni sia derivata la consuetudine di soprannominare il Lago Maeotis, sulla cui sponda orientale sorge Temiscira, col nome di "Mare delle Tigri".

Dopo un po’ di tempo, però, quelle donne si resero conto che senza l’aiuto dei maschi esse non avrebbero potuto generare dei figli e, soprattutto, delle figlie che avrebbero perpetuato la loro cultura. Iniziarono così a compiere delle razzie nei territori dei Barbari della Rutenia, al fine di procurarsi dei "maschi". Dopo che i prigionieri avevano svolto il compito principale per il quale erano stati catturati, le Amazzoni alcuni li impiegavano come schiavi, altri venivano sacrificati durante i crudeli riti in onore della Dea.

Le molteplici, successive unioni con i maschi dei Barbari avrebbero fatto perdere i caratteri originali elfici alle Amazzoni, il cui aspetto attuale è più simile a quello delle donne degli Uomini che non alle femmine degli Elfi. Esse non hanno orecchie a punta e patiscono l’oscurità della notte.

Secondo un’altra leggenda, le Amazzoni sarebbero le discendenti di un gruppo di guerriere figlie del dio Odino, le Valchirie, stabilitesi in quella terra all’epoca della grande migrazione dei Barbari da Andhra.

Quale sia stata la loro origine, le Amazzoni occuparono la regione situata lungo la costa orientale e meridionale del Mare Maeotis, che nei tempi antichi aveva fatto parte del grande, mitico Impero dei Nani.

La città di Temiscira, che sia stata fondata da esse oppure dai loro antenati Aryel, è situata alla foce del fiume Termodonte, dove esso affluisce nel Mare Maeotis; ancora oggi viene considerata la prima in assoluto delle città fondate da queste fiere femmine guerriere, riconosciuta anche come la "capitale religiosa" del loro popolo.

Dopo la vittoriosa partecipazione alla guerra delle Nere Legioni, alla quale hanno partecipato dalla parte degli Dei della Luce, le Amazzoni si sono diffuse dal continente Iverdon sugli altri continenti, dove hanno fondato diverse altre città.

La società.

Per dare un taglio netto alla loro precedente situazione di donne degli Aryal, esse abiurarono quel nome e gli Dei venerati dai loro mariti e padri, e decisero di chiamarsi Amazzoni, che nel loro linguaggio significa "Guerriere della Luna", in quanto le loro sacerdotesse scelsero di iniziare ad onorare la dea Athor , che nella loro lingua è chiamata Ishtar o anche Astarte, alla quale hanno dato il titolo di Belit, che significa "Signora della Luna". Ad essa elevano splendidi templi fatti costruire da schiavi ed abbelliti con magnifiche statue scolpite da abilissimi artigiani Nani (anch’essi ridotti in schiavitù).

La dea Athor appartiene al Pantheon degli Dei di Luxor; anche questo mutamento nella religione voleva essere uno strappo violento col passato: agli Dei dei Tuatha, ancora venerati dai clan degli Aryal, esse ne preferirono una Dea di quelli di Luxor, sebbene non sia noto come esse siano venute a contatto con questa cultura.

La loro cultura è ferreamente femminista, col netto prevalere delle femmine sui maschi, in una situazione diametralmente opposta a quella che invece si riscontra presso altri popoli tribali, ad esempio i Barbari. Esse sostengono di unirsi con i disprezzati maschi di razza umana solo per procurarsi delle figlie da inserire nelle file delle guerriere. I figli maschi che esse danno alla luce vengono allevati per diventare servi e schiavi delle fiere guerriere.

Scrive lo storico argivo Herodoth che "agli uomini, le Amazzoni assegnano la cardatura della lana ed altri compiti domestici, propri delle donne delle altre nazioni. La loro legge stabilisce che sia la Regina a guidare le guerriere in battaglia e che gli uomini siano confinati in schiavitù. Per quanto riguarda i bambini maschi nati da esse, ad alcuni viene persino tagliato un piede o una mano, affinché da grande non sia in grado di combattere."

La loro organizzazione politica rispecchia quasi quella delle api: quando una delle loro principesse raggiunge l’età per diventare Regina, anziché spodestare quella regnante parte dalla città con un seguito di sue fedeli guerriere, per andare a fondare un’altra città.

Così, si narra, ebbe origine la città di Beleth, costruita sul continente Eldor, alla foce di un grande fiume che attraversa l’immensa foresta tropicale di Eldorad. A seguito di questa colonizzazione, il fiume venne chiamato "Rio delle Amazzoni".

Altre Amazzoni, scese a sud assieme ad orde di Barbari all’epoca della Grande Migrazione di questo popolo, penetrarono nella grande penisola di Zendhia, mescolandosi con le nere popolazioni dei Nubiani che lì vi erano giunte provenienti da Swartran, dando così origine ad una razza di donne guerriere dalla carnagione scura che hanno fondato la città di Astarte.

Un’altra famosa città delle Amazzoni, Ishtarpur, si trova localizzata sulla "Costa Nera", il tratto orientale della costa di Swartran situato alla latitudine delle foreste di Kush. Queste Amazzoni dominano la zona di mare compresa tra la Costa Nera e l’isola di Zakhabar, nella quale si è costituito un regno dei Saraceni. Nel loro raggio d’azione è compresa anche la regione settentrionale dell’isola continente dell’Arcadia, abitata dai discendenti di antichi Akhei. In una valle dell’Arcadia u gruppo di esse ha fondato un loro regno.

Le Amazzoni rimangono vergini fino a quando non abbiano ucciso almeno un nemico, col cranio dl quale si fanno una coppa per bere il sangue dei nemici. Crudelissime, esse immolano a volte i prigionieri in occasione di riti in onore della loro sanguinaria Dea, estirpando loro il cuore ed altri organi mentre sono ancora vivi. Ad imitazione dei Barbari (Cimmeri) e degli Aryal (Elfi delle Praterie), che l’hanno appresa dagli Elfi Oscuri (Sharmath), praticano la tortura dell’estirpazione degli scalpi, utilizzando poi le capigliature per farne parrucche.

 

L’Esercito.

L’esercito delle Amazzoni è basato sui clan tribali facenti capo a delle guerriere anziane, le "Madri", che costituiscono una sorta di casta di "Signore della Guerra", dalle quali dipendono le Guerriere le quali nei loro confronti sono al tempo stesso figlie (o nipoti) e suddite.

Alla base del potere delle Madri vi è anche il fatto che esse gestiscono gli aspetti religiosi della loro cultura, compresa la magia che viene usata anche in battaglia. Le streghe-sacerdotesse, dette "Incantatrici", costituiscono una casta potente e riverita. Esse formano il Consiglio delle Elette, vero governo delle città delle Amazzoni, mentre alle Regine viene delegato il compito di supremo comandante dell’esercito.

Forti legami di sangue esistono tra le principali casate delle Amazzoni e le Valchirie, le divine figlie di Odino; sovente, una o più Valchirie in sella ai loro destrieri alati o alle Grandi Aquile scendono dalle loro sedi nel freddo nord per unirsi alle loro terrene sorelle per affrontare il comune avversario: il Maschio, di qualunque razza sia.

Fin dai tempi più antichi, l’esercito delle Amazzoni venne basato principalmente sulle Unità di Cavalleria, sia montata che su carri da guerra leggeri; Molti dei nomi delle Amazzoni sono legati alla cultura dell’allevamento dei cavalli: Melanippa (cavalla nera), Ippolita (cavalla scalpitante), Alcippa (cavalla forte).

Col passare del tempo, l’esercito amazzone cominciò a subire gli influssi dei nemici via via incontrati.

Così vennero organizzate delle Unità di Arcieri a cavallo, chiaramente imitanti quelle degli Aryel (Elfi delle Praterie). Esse erano già abilissime cavallerizze, altrettanto brave con l’arco, ed impararono presto a combattere col metodo degli Aryel con lanci di frecce da lontano. Nei combattimenti ravvicinati, esse preferiscono usare la lunga ascia da guerra, sebbene usino anche le spade e le lance.

Dai Cimmeri, invece, le Amazzoni impararono ad addomesticare le tigri, che ora, quelle su Iverdon e nelle altre regioni ove sia facile trovare queste belve, usano al posto dei cavalli come cavalcature da battaglia o per trainare i carri da guerra leggeri.

Tramite le Valchirie, le Amazzoni hanno stretto vincoli di amicizia con alcune Gigantesse dello Jotunheim (la nordica Terra dei Giganti) e del Morvah (il Regno dei Giganti del Nord). Viene tramandata la leggenda che la prima delle gigantesse diventata protettrice ed alleata delle Amazzoni di Temishira fosse la potente guerriera Skadi, figlia del gigante Thiazzi e seconda sposa del dio Njörd. Dopo di essa, molte altre gigantesse dello Jotunheim e del Morvah si schierarono al fianco delle femmine guerriere, ed ancora lo fanno.

Le Amazzoni possiedono una numericamente limitata ma temibile flotta da guerra, con la quale compiono spedizioni piratesche lungo le coste di vari continenti e che utilizzano anche per tenere vivi i collegamenti tra le loro varie città. Così può succedere che Amazzoni di una città si alleino a quelle di un’altra per compiere delle incursioni in località anche molto distanti dalle loro zone d’origine, e questo può giustificare anche il fatto che si siano viste delle Amazzoni dalla carnagione scurissima, probabilmente di Astarte, combattere fianco a fianco alle biondissime guerriere di Temishira.

 

Le Corsare della Costa Nera.

Le Corsare della Costa Nera sono delle Amazzoni che come è già stato notato hanno costituito un potente regno sulla costa orientale del Kush, dove hanno fondato la città di Ishtarpur, protetta da un poderoso porto fortificato. Con la loro flotta di agili Sciabecchi da guerra, le Corsare della "Costa Nera", così soprannominata per via del colore dell’epidermide degli indigeni Nubiani che vi abitano, battono gli oceani in cerca di bottino. Sovente esse si mettono al servizio di qualche signorotto od altro condottiero pirata.

Tra le loro capitane, la più famosa di tutte è Tamara, che ha al suo fianco un poderoso guerriero cimmero, Fionn, soprannominato "il Leone dei mari". Dell’equipaggio di Tamara fanno parte, oltre a numerose Amazzoni, anche degli arcieri mercenari Nubiani, sia maschi che femmine. Il vice comandante, amico fraterno di Fionn, è un gigantesco guerriero nubiano, abilissimo arciere, Duyalbhar, che svolge anche le funzioni di Nostromo.

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